Perché la voce suona falsa?

Scritto il 04/10/2026
da Narratrice Nomade · la_musifavolista

In Academy abbiamo dei contenuti più “chiacchiericci” nei quali condividiamo riflessioni e punti di vista su cose che ci fanno segnalano gli academist e/o che sono in trend in qualche modo.

Bene, mi hanno inviato un interessante video di Gennaro Romagnoli di PsiNel, dal titolo “Questo tono di voce ti fa sembrare bugiardo”.
Te lo lascio qui sotto:

Il cuore del video è il fatto che l’inflessione della domanda (quindi l’alzamento di tono e l’apertura sulla sillaba finale) quando suonata in maniera o in parti “improprie” della frase, suggerisca a chi ascolta il sottotesto di possibile menzogna.

La riflessione in sé mi trova molto d’accordo e Gennaro stesso invita ad ampliare la riflessione quindi, oltre ad aver coinvolto gli academist nella super pippa correlata, vorrei estenderla qui con te che mi leggi.

Cos’è che fa suonare falsa la voce?

Ciò che dovrebbe essere in un modo ma non lo è: un’affermazione che termina con il suono di una domanda, nell’esempio di Gennaro.

Sicuramente un uso improprio dei suoni della voce.
Ma siamo certi che l’uso, per quella persona, quell’uso sia
improprio?

Mi spiego meglio.

La nostra lingua ha sonorità codificate che corrispondono a intenzioni precise:

  • una domanda termina con un tono -inteso come nota- più alto e con una sensazione un’apertura; se non suona in quel modo potremmo non capire che sia una domanda

  • un’affermazione termina con lo stesso tono o con un tono più basso, e con una sensazione di chiusura; se non suona in quel modo potremmo non capire che sia un’affermazione

Parliamo fondamentalmente di musicalità della voce, quindi della prosodia.

Ma, al di là delle codifiche, dobbiamo tenere presente che ciascuno di noi porta con sé [in voce] diversi elementi che, in potenza, sovrascrivono queste stesse codifiche:

  • dialetti/musicalità di origine e/o della famiglia

  • storia personale emotiva e fisica

  • condizione psico-fisica del momento

  • X fattori esterni e variabili incidenti nella trasmissione del segnale voce (tra cui, ad esempio, lo stress e l’ansia da prestazione)

Dunque quando parliamo di ciò che ci arriva come falso perché non corrisponde a ciò che ci aspettiamo di sentir suonare in quel certo modo.

Ma cosa succede quando uno qualsiasi degli elementi che ti ho citato sopra, influenza la prosodia di chi parla?
Arriviamo come falsi anche se non lo siamo?

Probabilmente. Ma più che di falsità, trovo opportuno parlare di incoerenza.
E quando qualcosa ci arriva come incoerente, rispondiamo con un senso di allerta: non ci fidiamo, oppure mettiamo in dubbio.

Uno dei principi chiave dell’eufonia, infatti, è proprio la coerenza.

E la coerenza, nell’ambito del parlato -e peggio del public speaking- è qualcosa di molto complessa da definire.

Ecco, questo è proprio uno dei motivi per cui si consigli di studiare almeno le basi della dizione, perché la dizione [che, ricordiamo non è solo l’ortoepia, quindi la corretta pronuncia delle parole] aiuta ad allineare la prosodia proprio alle codifiche dell’italiano standard.

E qui un piccolo paradosso: se l’incoerenza è data dall’uso improprio dei suoni prosodici -e quindi mi sembrano false cose che non suonano come dovrebbero- perché, a volte, ci sembrane false le persone che usano la dizione -e quindi i suoni corretti ?

Eh, che bella domanda.
Non c’è una risposta universale [ed è uno dei motivi per cui non amo i corsi di public speaking dozzinali, perché stanno talmente in superficie che per me finiscono nel calderone dei fuffaguru] ma, ti lascio tre suggestioni.

Dizione o non dizione, se il contenuto manca, il suono della voce non può inventarlo: dalla competenza, all’autorevolezza alla verità di ciò che stiamo dicendo.

Per me molto nella vita si riduce ai concetti di tensione e rilascio; quando siamo tesi ci irrigidiamo, e qualsiasi cosa ci esce di bocca porta con sé quella rigidità. Ergo, non scorre, non fluisce come dovrebbe o come vorremmo.

La voce non è solo corpo e aria, la voce è anche quella cosa che chiamiamo anima e che non siamo certi di che cosa sia, e quella roba lì non tocca sempre per forza la parte razionale dell’altro, ma passa da quel livello più sottile che riveste la pelle e che traduciamo in intuito o percezione [che non sono tecnicamente la stessa cosa ma viaggiano su binari paralleli] e quindi c’è una componente irrazionale che passa anche dalla voce. E quella roba lì parla alla pancia non al cervello: non la freghi.

Quindi, ora che ti ho srotolato il pippone arrivo con la domanda per te:

quando la voce di qualcuno ti trasmette l’idea che quella persona sia falsa, sapresti dirmi e descrivermi esattamente cosa suona falso in quella voce?

Sono curiosissima, se mi rispondi ti leggo super volentieri e ci prendiamo un caffè virtuale parlandone insieme 🖤

Un abbraccio, ovunque tu sia 🩷

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Sono Valentina, la tua allenatrice vocale 🎙️

Vocal trainer per attori, speaker e narratori di audiolibri.

Sono la persona dietro gli audiolibri che ascolti.
Alleno la performance di lettura espressiva per l’audiolibro.
Non insegno: coltivo l’individuale sensibilità artistica al leggio.
Leggo, produco e post-produco per case editrici.

Responsabile di produzione audiolibri e regista per MLVStudios,
docente e quarto elemento fondante di Mettiamoci la Voce Academy.

Sul web “La Musifavolista” perché ho ben due omonime nell’editoria.
Ho ideato e conduco i Circle Reading® Laboratori di Voce e Lettura Creativa.

Sono endorser per Flare Audio e uso i loro Calmer® per convivere con alta sensibilità e potenziale misofonia; questo link è con affiliazione perciò, se fai acquisti da qui, mi offri un caffè ☕️

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