Audiolibri in vetrina e libri in borsa: è davvero così?

Scritto il 10/05/2026
da la_musifavolista

Un paio di dati dall'ultima ricerca NielsenIQ e Audible

È di qualche settimana fa il consueto report Nielsen IQ e Audible che ci racconta come cambiano le abitudini di ascolto degli italiani in fatto di audiolibri.

Tra i tanti dati interessanti, che ormai sono stati rimbalzati in ogni blog del settore, argomento oggi quelli più significativi per me e per lo sguardo che abbiamo in Mettiamoci la Voce sul mondo della lettura espressiva e della narrazione audio.

Due, in particolare, le informazioni che mi fanno riflettere:

  • il tempo medio di ascolto

  • la conversione da audio a cartaceo e viceversa

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Il tempo dedicato all’ascolto

La sessione di ascolto media è aumentata a 27 minuti, 2 volte alla settimana.

Ricordiamoci che i dati sono i risultati di una ricerca su campione statistico e non rappresentano le abitudini di tutty né gli specifici comportamenti di chi abbia neurodivergenze o necessità particolari; ad esempio io che sono potenzialmente misofonica, non corrispondo a questo dato.

Questo dato ci racconta che, in potenza, le abitudini di ascolto dell’audiolibro possono essere un antidoto al diffuso problema dell’abbassamento della soglia dell’attenzione?

Non ne sono certa, perché la ricerca non ci dice se questo ascolto sia attivo o passivo, se quindi sia dedicato all’ascolto o se sia contorno di un’altra attività.

In realtà, sfogliando il resto delle informazioni, scopriamo che il 58% del campione statistico ascolta gli audiolibri mentre sta facendo altro, quindi possiamo ipotizzare che più della metà di queste persone siano in ascolto superficiale o sommario (non puoi mica affettare il dito insieme alle carote, se ascolti mentre cucini, né cioccare la macchina davanti se lo fai mentre guidi).

Perciò, salvifico 42% restante, mi stai dicendo che -anche- grazie alle store in cuffia possiamo debellare la piaga della distrazione da social/notifica/pressione digitale?

Io ci spero di cuore, sia da amante dei libri, sia da professionista del settore.

Leggevo proprio in questi giorni che proprio grazie ai vari silent book, reading party e attività simili, pare che ci sia movimento di ritorno all’offline incentrato proprio sui libri, a partire da un cambio di prospettiva sul concetto di club di lettura.

Trovo che l’ascolto di audiolibri e di letture ad alta voce sia, a tutti gli effetti, un ottimo antidoto all’affaticamento da schermo [digital eye strain] di cui molte persone lamentano i sintomi; se a questo aggiungiamo un aumento della capacità immaginativa e un maggior coinvolgimento emotivo derivato dall’ascolto, otteniamo una panacea contro l’ingrigimento del mondo dell’intrattenimento.

Quando ascoltiamo una storia, il nostro cervello non si limita a decodificare le parole, ma costruisce una simulazione mentale degli eventi; questo processo richiede un coinvolgimento attivo che potenzia la memoria e la fantasia.

La componente non verbale -di voce e suono- aumenta la vividness, la capacità di formare immagini mentali vivide e nitide, che non è un gesto passivo bensì attivo.
Il cervello, quindi, si allena a immaginare, a costruire un impianto visivo mentale in risposta allo stimolo uditivo, diventa co-autore della storia costruendo ciò che il solo suono non può comporre in maniera esaustiva: i colori, le forme, il paesaggio e tutta la componente relativa all’occhio (mentale).

L’immagine autogenerata è più significativa per la persona, dunque la storia co-costruita trova un posto speciale nel nostro cuore; è anche il motivo per cui storciamo il naso quando vediamo film, serie o spettacoli che ripropongono storie e personaggi che amiamo, ma in veste diversa da come li abbiamo sempre visti -e vissuti- dentro la nostra testa.

Dì la verità, quante volte ti è successo di restare delusa/o da un rappresentazione diversa dalla tua?

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Il rapporto libro & audiolibro

Il secondo dato interessante della ricerca riguarda il rapporto tra ascolto in audio e lettura sul testo cartaceo.

Pare, infatti, che il 52% delle persone acquisti il libro dopo averlo ascoltato in audiolibro e che, per il 50% delle persone intervistate, l’audio sia una buona soluzione per scoprire nuovi titoli e “assaggiarli” prima di acquistarli.

Questo significa che un lato positivo della formula all-you-can-listen [ a mio avviso lunico lato positivo perché questa formula non consente di valorizzare la filiera editoriale di produzione dell’audiolibro] è che funziona anche da vetrina per il libro cartaceo.

Bene, cosa ce ne facciamo di questo dato?

Perché, a seconda dello sguardo con cui lo inquadriamo può essere una trappola o un boost per il settore dell’audiolibro.

Diventa una trappola se lo pieghiamo ad uso commerciale e consideriamo le piattaforme di ascolto come enormi vetrine, nelle quali basta caricare quanta più roba possibile per guadagnare visibilità e, potenzialmente, sfruttare quel 50% di incremento di vendite [che poi, se il libro è letto male, col cavolo lo comprano n.d.a]

Diventa un boost se ne facciamo sguardo di cura nella composizione del prodotto finito: dalla scelta della voce alla qualità della post-produzione, ben memori del fatto che una buona lettura ad alta voce può far sembrare meravigliosa anche la più becera delle storie.

Ebbene sì.
Posso girarci intorno, ingentilire il modo in cui lo dico, ma è innegabile che una lettura efficace sia il cuore pulsante dell’esperienza d’ascolto del pubblico pagante della piattaforma.

Una storia mediocre letta bene, ti fa affezionare al testo e invoglia all’acquisto.

Una storia meravigliosa letta male, in potenza rischia di allontanare dal testo in ogni formato.

Questo perché non è scontato che chi ascolta sappia tracciare una linea di confine che divide la qualità del narrato dalla bontà della storia.
Non si tratta di una mancanza dell’ascoltatore/ascoltatrice, bensì del risultato di un’esperienza: quella di ascolto.

Se parliamo dell’utilizzo deliberato di un’app di audiolibri per scoprire nuove storie, allora quella scoperta deve essere facilitata da una buona qualità a monte, dunque dalla cura nella filiera di produzione.

Ti è mai capitato di acquistare un libro fisico perché la versione audio ti era piaciuta?
E viceversa?

Cosa rende una lettura efficace

In primo luogo la qualità della lettura ad alta voce, che è costituita di una serie di elementi chiave:

  • la competenza vocale della persona al leggio

  • la bontà della dizione, nella sua accezione completa, non solo nella corretta pronuncia delle parole

  • la gestione dei parametri qualitativi della lettura espressiva

  • l’equilibrio nell’intepretazione de dialoghi

  • la sensibilità sul testo del/la narrastorie

E, in parallelo, una serie di condizioni determinate dalla filiera di produzione:

  • la scelta della voce in rapporto alla storia/al testo

  • l’eventuale adattamento per l’audio

  • la presenza o meno della regia e la competenza della stessa

  • la cura della post-produzione del testo, in ogni sua forma

Sono elementi dei quali parlo spesso e che sicuramente affronto quotidianamente in Mettiamoci la Voce Academy e nelle sessioni 1:1 con narratrici e narratori; sono del parere che la lettura degli audiolibri sia una competenza artistica a sé stante rispetto alle più note professioni della voce (attore, doppiatore, cantante, speaker, eccetera…) e che come tale vada rispettata.

Dal mio punto di vista si tratta di una vera e propria specializzazione, sulla quale lavoro da anni e che promuovo sempre nei miei contenuti e nelle mie lezioni.

Lo faccio perché amo questo lavoro, a cui ho dedicato anima e corpo gli ultimi 7 anni della mia vita e per il quale ho investito tutto di me negli ultimi 4. Dalla mia formazione come vocal coach, alla formazione accessoria come tecnico audio, fino alla costruzione di laboratori veri e propri (Circle Reading, Voice-Fit), tutto in me si è orientato al concetto permeante di “raccontare storie” o, se vuoi, di “tramandare storie”.

Forse per questo a qualcuno posso sembrare “esagerata” o “pignola” [commenti veri ricevuto nel tempo] ma è la mia natura: quando credo in qualcosa mi ci dedico con tutta me stessa. Ed è un viaggio bellissimo

Come sempre, qui non parlo di verità assolute, perciò se vuoi darmi il tuo parere su questo argomento, scrivimi 💌

Cosa ci portiamo a casa da queste riflessioni?
Altre riflessioni.

Ascoltare audiolibri può aiutarci ad aumentare la soglia di attenzione e migliorare la qualità del nostro ascolto attivo.

Un audiolibro fatto bene (una filiera di produzione curata) può fare la differenza nel tasso di conversione da audio a cartaceo.

Una buona esperienza d’ascolto può aumentare, in potenza, anche il primo dato.

Tutto questo, quindi, può diventare un circolo virtuoso o vizioso, siamo noi a scegliere quale alimentare.


Sono Valentina, sul web “La Musifavolista”

Vocal trainer per attori, speaker e cantanti.

Produco e narro audiolibri per case editrici, faccio tutoring e regia al leggio, sono tecnico di post-produzione di audiolibri e sono la quarta parte di Mettiamoci la Voce®.

Ho ideato e conduco i Circle Reading® Laboratori di Voce e Lettura Creativa.

Sono endorser per Flare Audio e uso i loro Calmer® per convivere con l’alta sensibilità uditiva -probabilmente misofonia- e questo link è con affiliazione perciò, se fai acquisti da qui, mi offri un caffè ☕️

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Ho un canale Youtube +6k, mi ascolti nel podcast Narratrice Nomade, legato a questa newsletter; ascolti le mia Letture Viandanti ogni giorno su Radio MLV.

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