Ci sono due problemi che, sono pronta a scommetterci, accomunano moltissimi di noi:
Non avere abbastanza tempo per leggere.
Non avere abbastanza soldi per leggere.
Ti ritrovi in una di queste due frasi, o magari in entrambi?
Io, per non farmi mancare nulla, le scelgo entrambi con un paio di variabili personali.
La prima: non ho mai abbastanza tempo per leggere quanto vorrei.
La seconda: soffro di acquisto compulsivo di libri (leggi alla voce: sindrome da accumulazione seriale sul comodino), ma non sempre sono stata nella condizione economica di poterlo fare. Anzi, per parecchi anni sono stata dritto in “modalità sopravvivenza”. Calcola che facevo due lavori e quando arrivavo a fine mese senza andare in rosso festeggiavo con un cappuccino in caffetteria [non sto romanzando, andava davvero così].
In sostanza, se questi problemi ci accomunano, significa che ci mancano due risorse fondamentali: il tempo e il potere d’acquisto.
Oggi allora vorrei fare due chiacchiere con te su due soluzioni possibili.
Specifico subito: non vengo pagata da nessuna delle realtà che citerò in questo articolo.
Tempo, non tempo e e-reader
“Non ho tempo” è il mantra degli ultimi anni. Se anche tu sei nel mondo della libera professione, sai bene che non si smette mai davvero di lavorare. Certo, i ritmi sono auto-gestiti, ma spesso a sparire è la dimensione delle passioni. Quella magica piega nello spazio-tempo in cui, quando ero dipendente, facevo tutto ciò che mi garbava: dipingevo, leggevo, avevo una vita sociale…
Qualche mese fa, durante una chiacchierata tra amici, mi sento dire: “Eh, chissà quanto leggi tu, ora che è pure il tuo lavoro…”. Io ho guardato la mia tazza di tè, la tazza di tè ha guardato me, e insieme abbiamo risposto: “Ma veramente… non apro un libro per il gusto di farlo da mesi”. (A dirla tutta, la tazza di tè ha usato un tono decisamente recriminatorio, ma si sa che il tè è un po’ snob).
Questa cosa mi è rimasta dentro tipo tarlo, accompagnata dalla voce di mio nonno nella testa che mi ripeteva: “Leggi, perché leggere ti serve per crescere e per viaggiare”.
E io, quando avevo smesso di leggere?
Anni fa, con una scusa o con l’altra, tutte orbitanti intorno al solito non ho tempo.
Ma dire che non abbiamo tempo corrisponde alla realtà dei nostri vissuti?
Perché se è vero che ci sono giorni in cui esco di casa alle 7:30 e rientro dallo studio alle 22:00, è altrettanto vero che spesso le mie pause sono condite da sessioni di scrolling selvaggio sul telefono, giustificate dalla falsa convinzione che quella sia una forma di rilassamento.
Al di là del fatto che lo scrolling non ci rilassa affatto (ci dà solo una scarica di dopamina ingannandoci), mi sono chiesta: ok, cosa succede se provo a sostituire lo scrolling con la lettura?
Per farlo sul serio mi sono attrezzata: ho approfittato dei super sconti del Salone del Libro e ho preso il mio primo Kobo, che ormai è diventato una creatura a metà tra un animale domestico e un amante neanche troppo segreto. Ed è partito il mio test di rimpiazzo.
Serve un briciolo di intenzione, eh? Non è automatico passare dallo smartphone all’e-book. Ma, dati alla mano, le prime settimane sono state davvero illuminanti. Sono passata da:
Prima: media d’uso dei social di 8/9 ore alla settimana e 0 ore di lettura.
Dopo: poco meno di 2 ore di social e 11 ore di lettura.
Ciascuno di noi ha i propri tempi e i propri ritmi. La lettura dovrebbe essere sempre un piacere, mai un dovere o un obbligo con se stessi o con il mondo (fisico o digitale che sia). Quindi questa non è una soluzione universale.
Ma se anche tu ti chiedi se non hai tempo o impieghi mail il tempo che hai, potrebbe essere interessante fare un tentativo.
Per quanto mi riguarda, l’e-reader si è rivelato una svolta di praticità da tenere in borsa, considerando che spesso giro con pc, attrezzature audio e zaini da sherpa.
Se ci provi, fammi sapere come va 🩷
Elogio della biblioteca (anche digitale)
Veniamo alla nota dolente: il portafogli.
Come ti dicevo, ho vissuto due fasi della mia vita in cui i soldi non c’erano per davvero (non sto a farti il pippone ma ti dico che, dall’ultima, ne sto uscendo forse solo in questi anni).
In tutte quelle occasioni in cui le bollette, il mutuo o l’affitto sono le priorità assolute, i libri scendono inevitabilmente al, terzo, quinto o ultimo posto nella nostra scala delle necessità e delle possibilità.
Però spesso ci dimentichiamo di una risorsa incredibile che abbiamo da sempre a disposizione: la biblioteca.
Sempre a Capriate c’è una biblioteca deliziosa e luminosissima (anche quella di Trezzo sull’Adda è bellissima), ed è proprio lì che ho riscoperto la grande risorsa che è il prestito bibliotecario.
Sì, nel mio caso è stata la necessità, non i grandi ideali, a muovermi, ma poco importa il motivo per cui ci riavviciniamo alle biblioteche: l’importante è farlo, farle vivere e -se ti piace l’idea- riassaporare il concetto dell’attesa.
Prenotare un volume, aspettare che si liberi il tuo turno, gustare la lettura sapendo che dovrai restituirlo a breve. Trovare magari gli appunti o le note di chi lo ha letto prima di te. Vivere quella sensazione per me magica di avere un libro senza possederlo, condividendolo con degli sconosciuti. Fare esperienza del fatto che nulla ci appartiene davvero… mi fermo se no finisco dritta nell’MCU.
Se però il fascino un po’ romantico e anni ‘80 della biblioteca fisica non fa presa su di te, c’è una soluzione modernissima che uso e amo dal 2017: il prestito digitale.
Se non lo conosci, devi assolutamente fare un salto su medialibrary.org, ossia MLOL. È la piattaforma di prestito digitale di e-book, audiolibri e molto altro, ed è completamente gratuita.
Funziona in collegamento con il tuo sistema bibliotecario (se non sai se è attivo, puoi chiedere al tuo Comune). In pratica, ti permette di prendere in prestito sul PC, smartphone, tablet o e-reader compatibile (il mio Kobo lo è) libri e audiolibri. Ma non finisce qui: la piattaforma mette a disposizione anche giornali e riviste da tutto il mondo, banche dati di immagini, musica, mappe, video e persino corsi.
Puoi creare le tue liste pubbliche e private (“cosa voglio leggere”, “i miei consigliati”, ecc.) e scaricare i titoli direttamente sul tuo dispositivo. Di recente il team ha anche super aggiornato l’app, migliorando tantissimo l’esperienza d’uso.
Se non l’hai mai provata, ti suggerisco di darci un’occhiata.
Li trovi anche sui social, dove sono sempre molto puntuali nel raccontare le migliorie della piattaforma e dare ottimi consigli di lettura.
Sì ok tutto bellissimo, ma.
Bene, perché dedicare una newsletter al tempo e al prestito digitale?
In primo luogo perché tempo e denaro sono risorse che spesso ci mancano, o che non abbiamo nella misura in cui vorremmo. Ma soprattutto perché leggere è un gesto potente. È un atto di cultura personale, di accrescimento del pensiero critico e di pura sopravvivenza in tempi veloci che cozzano violentemente con le nostre necessità lente di relazione e di riposo.
Personalmente, sto (ri)trovando nei libri quella pace che il mondo social mi ha tolto (o meglio, che mi sono tolta da sola da quando mi sento in dovere di essere costantemente connessa per parlare del mio lavoro). E poiché anche le mie possibilità fisiche cambiano con il tempo – e tra il Crohn e la stanchezza cronica le giornate no non mancano –, viaggiare attraverso i libri e le storie è diventato per me una fonte di rinnovata possibilità.
Oso dire, una forma di accarezzata immortalità.
Se ci pensi, è la verità: le storie – che siano libri o audiolibri – non hanno una data di scadenza. Non subiscono il tempo, sono lì. Con noi. Sempre. Sopravvivono a tutto, finché siamo noi a farle sopravvivere leggendole, rispolverandole e ricordandoci che raccoglierci intorno ad una storia è il più grande regalo che possiamo farci come esseri umani.
Tu come te la passi col tempo per leggere? Conoscevi già MLOL?
Già che ci siamo, il report MLOL
Tra le altre cose fighe di MLOL, c’è il loro report annuale, da cui estrapolo un dato per me importantissimo: il formato audio è il re indiscusso della crescita digitale.
Ecco i dati caldi che devi assolutamente conoscere e che puoi rivenderti alla prossima cena tra lettori.
Mentre gli ebook si godono una crescita tranquilla ma timida (+2,8% di prestiti in Italia), gli audiolibri hanno registrato un balzo dell’8,8% a livello nazionale. Se guardiamo i numeri globali della piattaforma, siamo passati da 156.657 a 171.858 prestiti in un anno.
Se consideriamo lo sviluppo dal 2022 al 2025, l’uso degli audiolibri su MLOL è praticamente raddoppiato. Ciò significa che non è una moda passeggera, è un cambio di abitudini radicale.
E dai giovani [mo’ raga, a 42 anni devo dire tra i giovani…che trauma] ci arrivano informazioni preziose, preziosissime!
Nelle scuole i prestiti di ebook sono calati del 2,5% ma gli audiolibri salgono del 20,14%. I ragazzi scelgono l’ascolto per staccare gli occhi dagli schermi o per farsi accompagnare nelle letture scolastiche.
Nelle università parliamo di un vero e proprio boom; l’interesse per il formato audio è decollato con un +38,68%. Gli studenti universitari stanno scoprendo che la saggistica, la storia e la crescita personale possono stare anche in cuffia.
Se guardiamo a cosa si legge e cosa si ascolta, il report ci dice che la narrativa resta la regina indiscussa della piattaforma (con oltre 1,5 milioni di prestiti in totale).
Ma le classifiche cambiano tantissimo in base a chi legge:
Se nel pubblico adulto spopolano i grandi casi letterari come Il giorno dell’ape di Paul Murray o i gialli di Cristina Cassar Scalia, nelle scuole c’è il dominio assoluto dei fenomeni di BookTok (il romance young adult di Stefania S. e Hazel Riley va fortissimo).
E in cuffia? Incrociando questi trend con il mercato generale, il mix perfetto del 2025/2026 vede trionfare il fantasy, i thriller seriali e si rileva una forte crescita di saggistica pop e crescita personale.
Trovi il report completo a questo link
Nel mio Kobo
Ho a-ma-to questo libro.
Fresco, simpatico, ritmato e assolutamente monopolizzante: non vedevo l’ora di fare una pausa per continuare a leggerlo!
Ci sono tutti gli elementi imperdibili per chi ama il fantasy: goblin, frutti fatati, libri magici, un delizioso famiglio -di cui sento già la tremenda mancanza!- e…un vaso di basilico.
Lo stile è ironico, fresco e sfacciato quanto basta, perfetto per chi ama Terry Pratchett (mi dicono dalla regia) con cui condivide l’uso stratosferico delle note a piè pagina, che ti faranno piegare dal ridere!
Tanta gratitudine al team di Mercurio, che ci ha regalato questa perla 🩷
Click sull’immagine per scoprire il libro e la trama 👇
Sono Valentina, sul web “La Musifavolista”
Vocal trainer per attori, speaker e amanti del karaoke.
Produco e narro audiolibri per case editrici, faccio tutoring e regia al leggio, sono tecnico di post-produzione di audiolibri e sono la quarta parte di Mettiamoci la Voce®.
Ho ideato e conduco i Circle Reading® Laboratori di Voce e Lettura Creativa.
Sono endorser per Flare Audio e uso i loro Calmer® per convivere con l’alta sensibilità uditiva -probabilmente misofonia- e questo link è con affiliazione perciò, se fai acquisti da qui, mi offri un caffè ☕️
Vuoi provare gli audiolibri? Ti regalo 30 giorni gratis su Audible e 30 giorni gratis su Storytel 🎁
Ho un canale Youtube +6k, mi ascolti nel podcast Narratrice Nomade, legato a questa newsletter; ascolti le mia Letture Viandanti ogni giorno su Radio MLV.
Roba figa assortita
la mia famiglia professionale Mettiamoci la Voce
la community vocale di SIING, di Albert Hera
lo spettacolare Marco Forgione, human beat singer
l’attività della collega ValyElle
la super foniatra Silvia Magnani
l’uomo dei cerchi e della body percussion Stefano Baroni
la mia scuola, il meraviglioso VES®
la logopedista dei sogni Marta Piva
il lavoro in cerchio della stupenda Chiara Cortez
il pilates vocale di Federica Avolio
Soundslikemagic di Marileda Maggi
il lavoro di Giorgio Bau
l’imperdibile lavoro divulgativo di Franco Fussi
l’inarrestabile attività di Alterjinga
la scuola Tarocchi Studio di Ilaria Boero
il lavoro tra scrittura e docenza di Barbara Fiorio
Shelf, il podcast sui libri a cura di Alessandro Barbaglia (e non solo)