La voce si allena usandola
In Mettiamoci la Voce® rifiutiamo la diffusa convinzione che per “avere una bella voce” servano trucchi segreti o doti innate. Spesso ci chiedete quali siano gli esercizi migliori per migliorare la pronuncia, il ritmo o l’intonazione. La risposta più onesta e potente che possiamo darvi è che la voce si allena usandola.
Esiste un modo per allenare la voce senza dover necessariamente “fare esercizi” tecnici isolati: è la lettura ad alta voce. Non è magia, è fisiologia. Possiamo chiamarlo training vocale implicito.
È sufficiente per il/la professionista della voce?
No, ma è un inizio per chi vuole diventarlo.
Quando leggiamo ad alta voce con attenzione e intenzione, il nostro apparato fonatorio è costretto a una ginnastica complessa e raffinata. Mentre l’occhio scorre il testo, la bocca deve articolare suoni che nel parlato quotidiano – spesso frettoloso e mangiucchiato – tendiamo a trascurare.
Senza che ce ne accorgiamo, la lettura ad alta voce agisce su tre pilastri fondamentali:
Pronuncia: ci obbliga a scandire le finali e a dare forma completa alle parole.
Intonazione: ci spinge a variare la melodia per seguire la punteggiatura e il senso.
Ritmo: ci insegna a gestire le pause e il respiro in relazione a una struttura esterna (il testo).
È un allenamento reale perché è ripetuto e contestualizzato: più tempo dedichiamo alla lettura ad alta voce, più allenati saremo.
Ovviamente senza basi o senza studio non ci sono eccessivi margini di miglioramento nello stile, ma il gesto atletico della lettura ne beneficia immensamente.
Inoltre leggendo ad alta voce, affiniamo il nostro ascolto.
Sentire la propria voce “fuori”, nello spazio, attiva un circuito di feedback immediato. Se ci registriamo e riascoltiamo, sviluppando un minimo di senso critico, possiamo iniziare a renderci conto di quando corriamo troppo, di quando la voce si spegne, di quando un’intonazione non suona sincera.
Questa è quella che chiamiamo consapevolezza vocale: non stiamo solo “producendo” suoni, stiamo imparando a sentirli.
E un orecchio educato è il primo passo per una voce consapevole.
Cosa ci dice la scienza
La ricerca scientifica1 sugli studenti di lingue straniere (EFL) ci offre una prova schiacciante di questo meccanismo. Studi recenti mostrano che la pratica regolare della lettura ad alta voce porta a un aumento misurabile della fluenza vocale.
Il dato più bello è forse quello psicologico: chi legge ad alta voce con costanza riporta meno ansia nel parlare.
Perché? Perché la voce è diventata familiare.
I muscoli sanno cosa fare.
La lingua non inciampa.
Il respiro regolare, influenza la regolazione del corpo (sì, anche quella emotiva).
Quella sicurezza che nasce nello “spazio protetto” della lettura si trasferisce poi, naturale e potente, nel parlato spontaneo e nel public speaking.
Voice-Fit
Ed è proprio dalla necessità di allenare la voce che Valentina ha ideato Voice-Fit, il laboratorio che porta avanti in Academy dal 2023, e i laboratori di Lettura Condivisa.
Perché, a volte, da soli non si ha abbastanza motivazione per portare avanti l’abitudine alla lettura ad alta voce e/o si trascura l’importanza del riscaldamento vocale.
In Academy lo ripetiamo spesso: il gesto vocale è atletico, e come tale va approcciato.
A prescindere dal settore professionale per cui usiamo la voce (insegnanti di scuola, attori, doppiatori, narratori di audiolibri, addetti vendite, eccetera) l’allenamento vocale è l’unica, vera, formula magica.
Se parliamo di diverse professioni, però, l’allenamento vocale è comune?
In linea generale, diciamo che abbiamo gestualità comuni:
preparazione e riscaldamento vocale & articolatorio
allenamento all’uso prolungato della voce
sviluppo stilistico, per cesellare la propria sensibilità artistica
All’interno di questi tre segmenti, la tipologia di lavoro (e il relativo carico) cambia a seconda delle necessità della persona e della professione.
Un narratore di audiolibri ha, come necessità primaria, lo sviluppo della resistenza alla fatica e la gestione economica della voce; un doppiatore dovrà poter accedere alla più vasta gamma di colori della propria voce per vestire il ruolo doppiato; un insegnante dovrà gestire e proteggere la voce in un contesto non progettato a livello acustico e decisamente più stressogeno rispetto a quello artistico.
Ogni professionista ha e avrà esigenze differenti, ed è qui che entrano il gioco il mindset dell’atleta e il supporto del vocal coach.
Oggi il web è tappezzato di slogan appetitosi (3 trucchi, 5 errori, 7 giorni per una voce autorevole) che giocano sul rilascio di dopamina tipico delle soluzioni facili.
Ma la voce non è facile. È semplice.
La distinzione è sottile ma netta: è semplice perché è alla portata di tutti sia nell’uso ordinario che nell’abilitazione per lo straordinario; non è facile perché richiede impegno, consapevolezza, e costanza.
Impegno: quanto hai chiaro il tuo obiettivo artistico, personale e professionale legato alla voce? Che strada stai percorrendo per raggiungerlo?
Consapevolezza: la voce è solo tua. Tuo lo strumento, tue le sensazioni a riguardo, tua la possibilità di trasformarne le potenzialità in suono. Sai ascoltarla? Te ne prendi cura?
Costanza: che spazio-tempo dedichi all’allenamento? È un’abitudine o può diventarlo? (Ti torna il paragone con la palestra, la beauty routine o il check dei social?)
Nel tuo approccio alla voce che forma hanno questi tre elementi?
Il Clan delle Cicatrici
Prosegue il viaggio nelle storie vere raccontate dall’avvocata Silvia Bardesono.
Cinque letti. Una stanza che odora di disinfettante e attesa. Fuori c'è il mondo che corre — i turni in fabbrica, i mariti che urlano, le frontiere attraversate a piedi. Ma qui dentro, tra queste mura, il tempo si ferma, e un gruppo di donne sconosciute sta per scoprire che il dolore, quando è condiviso, cambia forma.
Questa è la storia di un cerchio che si chiude. Questa è la storia di Nina, Saida, Walimata e Alessia.
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