Come Creare un Podcast: La Guida Strategica dalla Progettazione alla Distribuzione

Scritto il 03/11/2025
da Sandro Ghini

Come si crea un podcast? Non basta scrivere, anzi scrivere non è la prima cosa da fare. Ecco cosa dobbiamo fare passo per passo per creare un podcast di successo.

Parlo per esperienza diretta. Dopo vent’anni nella comunicazione digitale, otto anni di lavoro e formazione in ambito podcast e sei anni di insegnamento di podcasting all’Università di Genova, ho visto cose che voi umani non potreste immaginare. Ma la cosa più importante è che ho sperimentato che seguendo un processo di progettazione si può riuscire a costruire un podcast efficace senza dover aspettare “l’idea del secolo”.

Siamo abituati a pensare che per creare un podcast o un prodotto di successo avere un’idea originale sia tutto. Nel caso del podcast avere un’idea e accendere il microfono probabilmente. Certo avere una buona idea di partenza serve ma non è tutto.

Fare un podcast solido e interessante da un’idea che potremmo anche definire banale non solo è possibile ma è il vero lavoro del professionista. Così come è molto facile avere un’idea originale ma non essere in grado di gestirla portandosi a casa un bel prodotto. Il mondo della comunicazione è pieno di idee geniali la cui realizzazione pratica non è all’altezza, non solo rispetto alle aspettative, ma spesso anche dei più comuni standard qualitativi che consentano di scrivere un podcast piacevole da ascoltare.

Step 1: Da dove partire per creare il tuo podcast?

Prima di tutto se hai solo un’idea generica di cosa sia il podcast, ti consiglio di leggere l’articolo “Cos’è il podcast” e poi tornare qui.

Scrivere un podcast audio (o anche audio/video) è a tutti gli effetti gestire un progetto editoriale e come tale va trattato. Quindi partiamo facendo un setting di base e una mappatura delle risorse. Innanzi tutto definiamo qual è il nostro obiettivo rispetto al progetto. Il podcast sarà l’asset principale o sarà uno dei canali di un progetto di comunicazione più grande?

Di quali risorse disponiamo?

E non parlo solo di risorse economiche, quelle le definiamo con il budget. Parlo di tutto quello che abbiamo a disposizione e che ci sarà necessario per creare e realizzare il nostro podcast.

Alcune delle domande fondamentali da farci sono:

  • Quante persone conta il nostro team?
  • Che ruoli e competenze hanno i membri del nostro team?
  • Oppure se siamo una one-man-band quante attività possiamo fare da soli e quante ne dobbiamo delegare?
  • Abbiamo accesso a tutti i software che ci servono?
  • Dove registreremo?
  • L’attrezzatura la abbiamo?

Le risposte a queste domande definiscono il budget di cui avremo bisogno per partire e ci daranno alcuni vincoli pratici da considerare per creare il nostro podcast.

Step 2: Trova il tema del tuo podcast audio

Ora che abbiamo un quadro di risorse disponibili e budget, passiamo al creare l’identità del progetto che ci consentirà di scrivere il podcast.

Anche qui il modo migliore per procedere è farsi domande:

  • In quale macrogenere vogliamo essere percepiti? (ad esempio vogliamo seguire il trend e lanciarci nel true crime? Oppure vogliamo parlare di sport o attualità politica?)
  • Vogliamo commentare qualcosa o vogliamo raccontare noi una storia?
  • Dove andiamo a cercare la storia che vogliamo raccontare o i fatti che vogliamo commentare?
  • Chi siamo noi per l’ascoltatore?
  • Siamo esperti in quel dato argomento o lo stiamo imparando / scoprendo con l’ascoltatore?
  • Qual è il nostro punto di vista sul tema che solo noi possiamo avere?
  • Perché vogliamo parlare di questo argomento?

Capita che anche rispondendo a tutte queste domande si rimanga bloccati nella definizione di un tema preciso. In questo caso io ricorro a tecniche di creatività per aprire nuove strade non ancora battute, sia con i miei clienti che con i miei studenti perché per fare un podcast, a volte, abbiamo bisogno di aiuto.

Step 3: Per scrivere un buon podcast, individua il pubblico

Il passo successivo per arrivare a scrivere il podcast a livello progettuale è analizzare le risposte dei primi due step e articolarle rispetto ai nostri ascoltatori. Se abbiamo già una community raccolta intorno a noi rispetto all’argomento scelto, ottimo. Possiamo desumere dai membri della community alcune caratteristiche distintive in comune tra loro.

Se invece partiamo da zero possiamo fare due cose: la prima è analizzare le community esistenti che parlino di temi simili al nostro, la seconda è creare il profilo partendo da una nostra idea di ascoltatore tipo.

In pratica stiamo creando delle Listener Persona, ovvero un profilo realistico di un ascoltatore/ascoltatrice del nostro podcast in base alle sue preferenze di ascolto, fruizione di contenuti, passioni e abitudini di vita.

E anche in questo step non potevano mancare alcune domande:

  • Che bisogni ha il nostro ascoltatore?
  • Cosa cerca nel nostro podcast?
  • In che momento del giorno ci ascolta?
  • Che attività sta facendo mentre ci ascolta?
  • A cosa possiamo agganciarci che già conosce per interessarlo?

Ora abbiamo dati sufficienti per andare al cuore della scrittura e creare il podcast progettando serie ed episodi.

Step 4: Definire Formato, Stile e Strategia di Business

Ora le fondamenta su cui costruire il nostro progetto di podcast sono gettate e arriviamo finalmente al momento in cui la scrittura del podcast prende forma.

Questo è il momento di fare le scelte strategiche che definiranno la produzione. Non si tratta solo di definire il tono di voce o se ingaggiare un voice talent, ma di decidere il modello produttivo e la strategia di sostenibilità.

Scripted vs. Unscripted: I due modelli produttivi

La prima scelta fondamentale è tra due famiglie di contenuto con processi produttivi opposti:

  • Scripted (Es. Documentario, Fiction): Il testo è vincolante e va rispettato. Il senso viene dato in montaggio (post-produzione), che richiede un lavoro intenso. I costi produttivi sono alti.
  • Unscripted (Es. Free Talk, Intervista): Si basa su una scaletta non vincolante. Il contenuto nasce dall’interazione tra i parlanti. L’essenziale è che tutto funzioni prima di registrare (pre-produzione). I costi sono generalmente più bassi.

Serialità Aperta o Chiusa? La scelta che impatta la monetizzazione

La seconda scelta strategica riguarda lo sviluppo narrativo:

  • Sviluppo orizzontale e serialità chiusa: Ogni episodio è collegato a un arco narrativo più ampio (come una serie TV). Ha un numero finito di episodi. Questo modello, tipico dello Scripted, ha un costo/ROI svantaggioso e non è ideale per la pubblicità programmatica perché “satura” l’audience.
  • Sviluppo verticale e serialità aperta: Ogni episodio è autoconclusivo. È il modello tipico dell’Unscripted, ideale per la monetizzazione diretta e la fidelizzazione a lungo termine.

Il mercato oggi sta virando con forza verso l’Unscripted a serialità aperta. Queste scelte, unite alla Listener Persona, definiscono come andremo a gestire un progetto editoriale in modo sostenibile. Ad esempio, se la nostra Listener Persona è sensibile a temi etici, un modello basato sul crowdfunding sarà più coerente di uno basato su grandi sponsor.

Solo ora possiamo definire nel dettaglio in quale dei tipi e format di podcast (narrativo, intervista, free talk) lo presenteremo, quante voci parteciperanno, se ci serviranno materiali di archivio (sempre nel rispetto del copyright!) o musiche.

Step 5: La struttura dell’episodio (L’Architettura narrativa)

Una volta definito il format, dobbiamo progettare l’anatomia della singola puntata. Non basta avere un inizio, uno svolgimento e una fine; ogni elemento ha una funzione strategica.

L’architettura fondamentale di una puntata si basa su 7 elementi:

  1. Apertura (Il Gancio): I primi 10-30 secondi. Deve catturare l’attenzione e “selezionare” il pubblico. Spesso è un momento “shock” o una domanda spiazzante presa dal corpo della puntata.
  2. Sigla (Il Brand): Un elemento di brand riconoscibile, relativo all’intera serie (mentre l’apertura è relativa alla singola puntata).
  3. Intro (La Contestualizzazione): Presenta l’argomento e gli eventuali ospiti.
  4. Corpo Centrale (Il Contenuto): La trattazione vera e propria.
  5. Chiusura (La Risoluzione): Tira le somme della puntata. Nello Scripted Orizzontale, è spesso un cliffhanger per lanciare l’episodio successivo.
  6. Outro (I Crediti): L’elemento speculare alla sigla, dedicato ai crediti.
  7. CTA (Call to Action): La richiesta all’ascoltatore.

Il posizionamento strategico della Call to Action (CTA)

Un errore comune è posizionare la CTA (es. “iscriviti al canale”, “sostienici su Patreon”) solo alla fine, sui titoli di coda. Le analisi di retention dimostrano che molti ascoltatori abbandonano prima della fine.

Metterla solo sulla chiusura è una strategia “perdente”. Il posizionamento più efficace è spesso subito dopo l’intro: abbiamo agganciato l’utente con l’Apertura, abbiamo dato il contesto con l’Intro, e ora, prima di entrare nel Corpo centrale, possiamo fare la nostra richiesta.

Step 6: Il pragmatismo. L’Iter tecnico essenziale (strumenti e scelte)

Ci siamo. Il nostro progetto di podcast è scritto e possiamo passare alla fase operativa. Questo non significa solo “comprare un microfono”, ma comprendere l’iter tecnico e fare scelte consapevoli.

L’iter tecnico segue tre fasi fondamentali:

1. Registrare (acquisire il suono)
2. Salvare (convertire il suono in file digitale)
3. Lavorare (editare e montare).

La scelta del microfono: Dinamico vs. Condensatore

Questa è la scelta tecnica più importante e dipende dal pilastro fondamentale: il Contesto è Re. Non esiste il “microfono migliore”, ma solo quello giusto per il tuo ambiente.

  • Microfono Dinamico: È “sordo”, ovvero molto meno sensibile. È la scelta ideale per ambienti non trattati acusticamente, rumorosi, o per registrare interviste Unscripted con più persone nella stessa stanza. Cattura poco l’ambiente e riduce drasticamente il “rientro” (bleed) della voce di un ospite nel microfono dell’altro.
  • Microfono a Condensatore: È estremamente sensibile e cattura una gamma di frequenze molto ampia. È perfetto per la voce narrante di uno Scripted, ma solo in un ambiente controllato, trattato acusticamente o insonorizzato.

La scelta di un microfono di buona qualità è il primo passo, ma va abbinata alla scelta di registrare in un ambiente tranquillo e all’uso di cuffie per monitorare ciò che si sta registrando.

Il software: La DAW (Digital Audio Workstation)

Per le fasi di “Lavoro” (editing e montaggio) serve un software di editing audio, chiamato tecnicamente DAW (Digital Audio Workstation). Questo ci permette di pulire l’audio, tagliare gli errori, assemblare le tracce e finalizzare il file MP3.

Step 7: La distribuzione (L’anima della proprietà)

Abbiamo il nostro file MP3. Come lo trasformiamo in un podcast?

Non basta caricarlo su Spotify. Il podcast, storicamente e tecnicamente, è un formato di distribuzione aperta e indipendente.

La sua spina dorsale è il Feed RSS (Really Simple Syndication).

Il Feed RSS è un file di testo (XML) che contiene tutte le informazioni del podcast (titolo, descrizione) e l’elenco di ogni puntata, indicando al mondo dove trovare il file MP3 (che risiede su un server di hosting).

Le piattaforme di ascolto (Spotify, Apple Podcast, ecc.) non fanno altro che “leggere” questo feed.

Questo meccanismo garantisce la totale indipendenza e proprietà commerciale dei contenuti. Se una piattaforma chiude o cambia regole, il vostro contenuto non sparisce, perché il feed è vostro. Questo distingue un podcast “vero” da un contenuto audio seriale nativo di una singola piattaforma chiusa (come un Audible Original), che tecnicamente non è un podcast.

La conclusione filosofica: oltre la tecnica

Abbiamo definito il progetto, la strategia, la struttura e la tecnica. Abbiamo parlato di Feed RSS, microfoni dinamici e modelli di business.

Ma come “Mettiamoci la Voce”, crediamo fermamente in un pilastro: La Voce Prima della Tecnica.

L’attrezzatura è fondamentale, la progettazione è vitale, ma nessun microfono a condensatore da migliaia di euro potrà mai sostituire la consapevolezza dello strumento principale: la voce.

Un podcast è progettazione e tecnica, ma è soprattutto relazione, ascolto e intenzionalità. L’investimento migliore, prima ancora che sull’hardware, è sulla nostra capacità di usare la voce per trasmettere, coinvolgere e creare una connessione autentica con la nostra Listener Persona.