Gli audiolibri di luglio

Scritto il 04/08/2025
da la_musifavolista

Cosa ho ascoltato, dove vado a settembre e chiacchiere assortite ☕️

Prima di passare alle recensioni ho un invito da farti: vieni a scrivere con me a settembre?
Cioè, non con me nel senso che ti faccio scrivere ma con me nel senso che io vado a scrivere in un intensivo di scrittura creativa con Barbara Fiorio quindi ci facciamo compagnia nello srotolare su carta una storia ☕️

Saremo a Cossato (Biella) dal 5 al 7 settembre e c’è ancora qualche posto -credo- per chi voglia unirsi al weekend intensivo.
Per partecipare scrivi direttamente a lei: info@barbarafiorio.com

Ora torniamo alle cuffie 🎧

Luglio è stato -se possibile- frenetico tanto quanto giugno.
Oltre alle consegne ordinarie, abbiamo fatto lavori straordinari su Radio MLV che ti racconto a settembre, quando saranno pubblici (a proposito, lo sia che abbiamo aperto una radio dedicata agli audiolibri e alla lettura espressiva? Ecco, se non lo sai ti lascio i link in fondo alla mail!).

Insomma, anche se sono stata in studio solo fino a metà mese, ho ascoltato meno di quanto avrei voluto, ma ho da lasciarti qualche audiolibro per la nostra rubrica mensile 🩷

Come al solito:

  • non faccio spoiler

  • impressioni e valutazioni sono limitate alla sola lettura, mai al timbro vocale o al professionista in sé

  • sono allergica alle verità assolute, parlo dalla mia prospettiva professionale di produttrice e formatrice per l’audiolibro

  • ciascuna sensibilità artistica sul testo merita rispetto


Eleanor Oliphant sta benissimo

Di Gail Honeyman, letto da Elisa Giorgio.

Ok si tratta di un riascolto, ma Elisa è sempre garanzia di una lettura impeccabile.

La sua voce è più brillante che in altre letture, e ho scoperto da poco che si tratta del primo audiolibro che ha letto, e questo per me è un plus: era già incredibilmente brava sebbene nel 2018 anche gli stessi doppiatori non erano abituati a registrare audiolibri.

Se è la prima volta che mi leggi ti aggiungo questo pezzo: l’audiolibro è un prodotto a sé stante, e il fatto di essere già attori o doppiatori, non significa automaticamente che il/la professionista farà un buon lavoro al leggio.
Per leggere audiolibri servono anche delle competenze specifiche per il settore, e nei primi anni di produzioni italiane, sono usciti audiolibri bellissimi e audiolibri terribili anche per questo motivo: al leggio venivano messe voci non preparate.
…e oggi non succede più?
In realtà, succede lo stesso, ma ci sono decisamente molte più produzioni fatte davvero bene, e la qualità media della lettura si è alzata molto.

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La lettura di Elisa è ritmata, mai troppo veloce, perfettamente intelliggibile, con interpretazioni e caratterizzazioni efficaci e coerenti sul testo.
Insieme a poche altre voci femminili è una di quelle che porto sempre di esempio nelle formazioni, anche in academy, perché è una di quelle professioniste da cui rubare con le orecchie.

La sua voce narrante ha una vita propria, sempre perfettamente distinta da dialoghi, flussi di pensiero e ogni elemento esterno, sebbene sia scritto in prima persona, cosa che può far facilmente “fondere” la musicalità della prosa del personaggio principale con la narrazione pura.

La sua voce in questo libro sa di marmellata di arance amare su pane imburrato, con quel gusto impastato di dolce, croccante e amarognolo al palato; ha i toni avvolgenti del magenta caldo, come lo sciroppo di amarena e al tatto scivola come i nastri di vellutino dei pacchi regalo.

"Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: sto benissimo. Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate. Poi torno a casa e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene. Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata di mia madre. Mi chiama dalla prigione. Dopo averla sentita, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto. E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo. O così credevo, fino a oggi. Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E all’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie paure, non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene. Anzi: benissimo."
Gail Honeyman ha scritto un capolavoro. Un libro che secondo la stampa internazionale più autorevole rimarrà negli annali della letteratura. Un romanzo che per i librai è unico e raro come solo le grandi opere possono essere. In corso di pubblicazione in 35 paesi, è il romanzo d’esordio più venduto di sempre in Inghilterra, dove è da più di un anno in vetta alle classifiche. Ha vinto il Costa First Novel Award e presto diventerà un film. Una protagonista in cui tutti possono riconoscersi. Una storia di resilienza, di forza, di dolore, di speranza. Un grande romanzo con una grande anima.
©2018 Garzanti (P)2018 Adriano Salani Editore

🎧 Audible | Storytel | Kobo


Di madre in figlia

Di Concita de Gregorio, letto da Concita de Gregorio.

Questo libro mi è stato consigliato da Simona SagheInfinite, e devo dire che è stata una bella scoperta.
Quando l’autrice o l’autore legge sé stesso/sé stessa, ho sempre un minuto di panico prima che parta l’audio, perché non tutte le penne sanno portare in voce l’audiolibro.

Questa lettura, invece, non è male.

Quando ascolto voci non professioniste non bado troppo all’ortoepia o alla regionalità, a meno che non sia davvero un caso disperato o compromettano l’ascolto, ma tutti gli elementi melodici e prosodici che rendono la lettura eufonica li ascolto con attenzione.

Il ritmo di lettura è delizioso, il timbro mooolto particolare, l’adesione al testo funziona di brutto; l’intelliggibilità è il primo punto di scivolamento quando si mangia alcune consonanti e corre sulle singole parole ma, nel complesso, il vero neo è la caduta delle finali sia in termini di timbratura sia di intonazione.
Niente di grave, è normale per chi non ha l’abitudine del leggio, ma su un lungo ascolto tende a spegnere un po’ il lavoro melodico-interpretativo (comunque valido) che Concita fa sul testo, perché l’elemento musicale delle chiusure concorre a rendere meno vivo il narrato se batte poco o batte troppo spesso sulle stesse note.

Nel complesso il testo si ascolta bene, ma quei dettagli possono affaticare l’ascolto che, ad esempio nel mio caso, va necessariemente spezzato perché perdo attenzione sul narrato dopo pochi minuti di ascolto in cuffia.
E no, non perché non mi interessi la storia, bensì per tutti quegli elementi di carico sull’ascolto che la lettura non eufonica comporta 🙏

La voce sa di tartufini al cacao, di quelli un po’ giunduiosi; al tatto è un cotone ricamato, con i fili del disegno in rilievo sotto i polpastrelli. Sfuma sul verde bottiglia, come quelle degli olii fatti in casa dal contadino, con il tappo a molla.

Ciò che ti isola ti salva, è la vita che ti mette in pericolo.
Marilù abita in cima a un'isola: sotto c'è il villaggio, in mezzo il bosco e infine la radura con la sua casa, dove nemmeno i frequenti incendi estivi possono raggiungerla. È una donna che affascina ma un po' spaventa, perché porta con sé il fatto di essere stata molto libera negli anni più liberi del secolo scorso, gli psichedelici Settanta. Fin troppo, pensa sua figlia Angela, che sente di averne ricevuto soltanto trascuratezza. Ora Angela si trova costretta a malincuore ad affidarle per tre mesi la figlia Adelaide – che si fa chiamare Adè –, adolescente tanto attiva in Rete quanto insicura nel mondo e nel proprio corpo.
In questa lunga estate nonna e nipote si ritrovano insieme dopo dieci anni, si conoscono e si riconoscono, mentre la madre irrompe con telefonate ansiose sul fisso di casa perché, come primo gesto, Marilù ha requisito il cellulare alla ragazza. Per Adè la vacanza non potrebbe cominciare peggio, invece a poco a poco diventa un'avventura.
C'è un segreto di cui la nonna non vuole parlare, qualcosa che riguarda la sua storia familiare, la linea femminile che la precede – sua madre, farmacista in un paesino del Sud, e la madre di sua madre, una guaritrice che è finita a vivere in un convento. Un'antica colpa in questa storia senza colpevoli.
Sul delicato confine fra amare, proteggere e lasciare andare, fra prendersi cura e avvelenare, le tre, di madre in figlia, provano a capirsi. Ciascuna ha agito con le migliori intenzioni, anche se a volte il rancore, il dolore, l'amore accecano.
Concita De Gregorio intreccia tre generazioni, tre epoche della storia e tre stagioni della vita nelle voci di Marilù, Angela e Adè: subito così vere, così vulnerabili e vive da risuonare immediatamente intime.
Un farmaco è veleno o salvezza. Ogni cura lo è. Anche l'amore: può soffocare, condannare o liberare. La giusta misura. Il calibro. Le dosi. Quanto di quanto somministrare. Quando. È tutto qui.

©2025 Feltrinelli (P)2025 Feltrinelli

🎧 Audible


Un animale selvaggio

Di Joël Dicker, letto da Paolo Buglioni.

Ok, qui dobbiamo parlarne un minimo, perché io amo la voce di Paolo, doppiatore di immensa bravura, ma sull’audiolibro...ecco, dobbiamo argomentare alcune criticità.

Il narrato è troppo proiettato, tutto spinto fuori, ipercinetico al punto che sembra quasi urlato nelle orecchie se lo tieni in cuffia; non solo: questa proiezione spegne la musicalità della prosodia, che risulta poco dinamica. Lo senti anche dai respiri che va spesso di grande boccate, apnee e potenza al massimo.
Andando avanti si appoggia un pochino-pochino di più ma non abbastanza da riportarci sul piano dell’ascolto facile.

L’intelliggibilità e il ritmo sono meravigliose, che gli vuoi dire a Paolo che doppia da una vita?
Però, proprio questa spinta continua sotto il testo, rende molto meno interessante l’intera lettura, che risulta didascalica e non coinvolta; non ultimo, le pause tra le frasi (e qui non siamo certi siano quelle del narratore o del tecnico di post) sono troppo brevi, spesso scollegate alla grammatica del testo e, nel complesso, ansiogene.

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La voce di Paolo sa di biscotti al burro e anche al tatto è ruvida e friabile come gli impasti della frolla cotta al forno; i colori sono quelli della buccia della mela renetta, tra il marrone e il verde genuini, con qualche spruzzo di giallo.

2 luglio 2022, due ladri stanno per rapinare una importante gioielleria di Ginevra. Ma questo non sarà un colpo come tutti gli altri. Venti giorni prima, in un elegante sobborgo sulle rive del lago, Sophie Braun sta per festeggiare il suo quarantesimo compleanno. La vita le sorride, abita con il marito Arpad e i due figli in una magnifica villa al limitare del bosco. Sono entrambi ricchi, belli, felici. Ma il loro mondo idilliaco all’improvviso s’incrina. I segreti che Arpad custodisce cominciano a essere troppi perché possano restare nascosti per sempre. Il loro vicino, un poliziotto sposato dalla reputazione impeccabile, è ossessionato da quella coppia perfetta e da quella donna conturbante. La osserva, la ammira, la spia in ogni momento dell’intimità. Nel giorno del compleanno di Sophie, un uomo misterioso si presenta con un regalo che sconvolgerà la sua vita dorata. I fili che intrappolano queste vite portano lontano nel tempo, lontano da Ginevra e dalla villa elegante dei Braun, in un passato che insegue il presente e che Sophie e Arpad dovranno affrontare per risolvere un intrigo diabolico, dal quale nessuno uscirà indenne. Nemmeno il lettore.

©2024 La Nave di Teseo S.r.L. (P)2024 Audible GmbH

🎧 Audible


Ti ricordi di Sarah Leroy?

I consigli di ascolto di Cristina Origone

Di Marie Vareille, letto da Irene Giuliano.

Al di là dei tic nervosi che ho avuto ascoltando un determinato pezzo (perché questo testo era nel contest di Mondadori per cui ho fatto da giurata, quindi l’ho ascoltato almeno 800 volte di numero), la lettura di Irene è deliziosa e perfettamente adeguata.

Intelliggibilità ottimale, ritmo morbido, interpretazione moderata ma, nel complesso, gran rispetto del testo.
La voce è presente ma mai eccessiva nella musicalità e nelle coloriture, e funziona tutto molto bene, ti porta nella storia e ti ci tiene con facilità.
Ottimo esempio di lettura moderata ma davvero ben fatta 🩷

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La voce sa di marshmallow (non quelli dozzinali, quelli buoni per davvero!), con coloriture tra il verde e l’azzurro pastello; al tatto è cotone jersey, fresco e morbido sotto i polpastrelli.

Ecco ciò che ne pensa Cristina Origone, e trovi la recensione completa sul profilo Instagram di Gialli di Carta.

Non lasciatevi ingannare dall'etichetta "thriller": Ti ricordi di Sarah Leroy? è prima di tutto un romanzo sull'amicizia, sulla memoria e sul dolore, con sfumature psicologiche profonde e commoventi.
La narrazione si snoda su due piani temporali, passato e presente, che si intrecciano con maestria, ricostruendo pezzo dopo pezzo la scomparsa misteriosa di Sarah. Pur avendo intuito a metà lettura cosa fosse accaduto, questo non ha tolto forza al romanzo, anzi: la scoperta graduale è parte del viaggio emotivo che si compie insieme alla protagonista.
I colpi di scena non mancano, ma non sono mai forzati. Sono piuttosto rivelazioni che scavano dentro, che mettono in discussione la memoria, i legami e la capacità (o l'incapacità) di affrontare il passato.

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Mi occupo di editoria audio e produco audiolibri per case editrici.
Sono narratrice, vocal coach tutor per narratory, regista e tecnico di post-produzione di audiolibri, consulente di produzione per l’editoria audio. Ho ideato e conduco i Circle Reading® Laboratori di Voce e Lettura Creativa, e sono specializzata nella lettura per ragazzə.

Sono endorser per Flare Audio e uso i loro Calmer® per convivere con l’alta sensibilità uditiva -probabilmente misofonia- e questo link è con affiliazione perciò, se fai acquisti da qui, mi offri un caffè ☕️

Ho un canale Youtube +5.5k in cui legg(ev)o ad alta voce, mi ascolti nel podcast Narratrice Nomade, legato a questa newsletter; ascolti le mia Letture Viandanti ogni giorno su Radio MLV.

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