Ho sentito dire, di recente, che “quando leggiamo un testo dobbiamo essere più espressivi di quando parliamo!”.
…ma siamo sicuri si così?
Dobbiamo enfatizzare la musicalità quando leggiamo?
E quando parliamo, non diamo già abbastanza musicalità al nostro parlato?
In effetti sì, e decisamente siamo molto più musicali quando parliamo rispetto a quando leggiamo.
Non lo dico io, lo dicono le ricerche.
In molti pensano che, quando leggiamo dobbiamo usare la voce in maniera più “colorata” quindi, di base cambiando i tratti soprasegmentali (ritmo, intonazione e accenti) e aumentando la musicalità, al fine di rendere di più espressiva la lettura.
In realtà, in maniera fisiologica, quando ci mettiamo al leggio riduciamo l’escursione tonale quindi il numero di note, il range di note che utilizziamo nel parlato spontaneo.
In diversi studi comparativi, i parlanti mostrano estensioni tonali più ampie nel parlato spontaneo rispetto alla lettura ad alta voce, che tende invece ad avere una variazione tonale più contenuta o più regolare.
Tutto ciò emerge da studi di fonetica sperimentale sugli stili di parlato, come quelli sintetizzati da Arantes e Linhares, e da altre ricerche comparative sulla prosodia del parlato letto e di quello spontaneo.
In pratica partiamo credendo di dover o voler utilizzare più note per rendere tutto più musicale, più vivo e invece ne usiamo di meno.
In parte questo è dovuto al fatto che la performance della voce parlata di per sé ci fa assumere un atteggiamento fonatorio diverso, cambia il modo in cui articoliamo le parole, cambia il modo in cui usiamo la lingua, le labbra, il modo in cui facciamo voce (quindi sia il modo in cui gestiamo il fiato sia il modo in cui gestiamo la proiezione della voce).
In parte è dovuto al fatto che ci siano elementi regolativi della voce, come:
l’adesione al il ruolo della voce narrante e ai vari abiti vocali che le attribuiamo
la lunghezza della performance, che è un gesto atletico che il corpo-voce di fare in maniera efficace ed efficiente, al costo energetico minimo
il fatto non trascurabile che una parte della nostra attenzione è rivolta al controllo di ciò che stiamo leggendo, di ciò che stiamo trasmettendo, di come e quanto stiamo interpretando -sia a livello tecnico che a livello espressivo-
inoltre non dimentichiamoci che se il parlato di tutti i giorni avviene nelle situazioni più variopinte, la lettura di un audiolibro avviene nella maggior parte dei casi in posizione seduta e, a prescindere, in una condizione di immobilità parziale perché si resta con la schiena dritta, allineati al microfono e con lo sguardo sul testo per ore
l’ultimo punto, che in realtà è il più importante è la relazione perché un audiolibro deve essere comprensibile a chi ascolta; e in potenza è inascoltabile in egual misura una lettura eccessivamente piatta quanto una lettura troppo eccentrica.
Va sviluppato un punto di equilibrio, facile a dirsi e meno a farsi, ma tutto lì
Probabilmente mentre mi leggi si chiudono le iscrizioni, ma dall’8 al 10 maggio 2026 facciamo un ritiro di lettura espressiva e uso della voce in Valle d’Aosta e parliamo anche di tutta questa roba qua, tu scrivici a info@mettiamocilavoce.it che ti spieghiamo tutto
Mi senti spesso dire che leggere ad alta voce significa cantare il testo, e per qualcuno questa espressione non è immediata.
Cantare il testo per me significa saper dare una musicalità al narrato che sia efficace, efficiente e coerente con gli elementi del testo.
Però, se quando parliamo siamo più musicali di quando leggiamo, com’è possibile dire di “cantare il testo”?
Con questa espressione intendo diverse cose: dal passaggio all’atteggiamento performativo della voce -perché anche nel canto parliamo di perfomance- a quel pool di fattori che cambiamo intenzionalmente perché siamo alla ricerca di una restituzione.
La restituzione non è spontanea, anche quando siamo in prima lettura, si tratta sempre di una velocissima decodifica che fa questo percorso occhio-testo-cervello-pensiero-corpo-voce.
Quando parliamo il processo è ben diverso, è meno filtrato.
Quindi se partiamo dal presupposto che in maniera fisiologica, quando ci mettiamo al leggio, la nostra voce perderà un po’ di escursione e in modalità performativa modificheremo e prescindere ritmo, intonazione e accenti, “cantare il testo” significa prendere molta consapevolezza di queste dinamiche ed evitare -come la peste- che la nostra lettura diventi piatta, mono-corde, troppo imbrigliata e di conseguenza noiosa e didascalica.
Perché è vero che la voce che legge un audiolibro è una voce che pensa mentre parla, ma è altrettanto vero che quel pensare non inficia la qualità musicale del narrato quando sa cosa fare ed è abituata a farlo.
E una restituzione consapevole è fatta di bilanciamento: mai troppo, mai troppo poco, ma il giusto in cui eufonia, eutonia e relazione vanno a braccetto.
La voce che canta il testo è una voce che pensa in sottofondo, ma che sta giocando e si sta divertendo mentre legge. E tu te ne accorgi quando la ascolti.
Come facciamo a fare tutto questo?
Con un sano allenamento portato avanti nel tempo, con metodo e molta voglia di mettersi in gioco.
Perché anche in questo caso stiamo parlando di sensibilità percettive, per quanto riguarda il proprio far voce, e artistiche per quanto concerne la propria crescita come professionisti della voce.
Se ti va di chiaccherarne con me o con noi in Mettiamoci la Voce Academy, scrivimi -una mail ti prego che con i social sono pessima- e raccontami il tuo punto di vista, la storia della tua voce e cosa ami nelle letture ad alta voce che ti piacciono.
Sono Valentina, sul web “La Musifavolista”
Vocal coach per cantastorie: voce parlata, lettura espressiva e canto.
Produco e narro audiolibri per case editrici, faccio tutoring e regia al leggio, sono tecnico di post-produzione di audiolibri e sono la quarta parte di Mettiamoci la Voce®.
Ho ideato e conduco i Circle Reading® Laboratori di Voce e Lettura Creativa.
Sono endorser per Flare Audio e uso i loro Calmer® per convivere con l’alta sensibilità uditiva -probabilmente misofonia- e questo link è con affiliazione perciò, se fai acquisti da qui, mi offri un caffè ☕️
Ho un canale Youtube +5.9k, mi ascolti nel podcast Narratrice Nomade, legato a questa newsletter; ascolti le mia Letture Viandanti ogni giorno su Radio MLV.
