Ok, ho finito di vedere Stranger Things (come mezza Italia, credo) e no, non sto per scrivere nulla sul finale o sul fatto che mi sia piaciuto o meno, come, dove, quando e perché.
Voglio parlare di una sola cosa: la voce della doppiatrice di Holly, la sorellina di Mike, ossia la voce di Sofia Fronzi.
Che, chiariamoci, io non ho memoria a breve-medio-lungo termine per nomi e carriere -né mi interessa averne- quindi non parlerò della sua bravura come doppiatrice (se vuoi sapere di più su di lei c’è una ricca pagina su Antonio Genna) bensì del modo sinestesico in cui mi è arrivata la sua voce.
Nel complesso dei timbri che ho sentito in Stranger Things, tutti molto coerenti, il suo è quello che mi ha colpita un po’ di più per via delle sue caratteristiche sonore.
Da tempo infatti, quando guardo serie o film doppiati in italiano, mi capita dei sentire voci spesso simili tra loro (in alcuni casi anche confusivi dal punto di vista uditivo, specie quando affibbiati a personaggi che interagiscono: se non stai guardando lo schermo non sia chi sta parlando!) e particolarmente omologate a livello timbrico.
Torniamo un po’ ai soliti concetti della bella voce, dello stereotipo vocale.
Al di là delle naturali risposte cerebrali che determinano una naturale attrazione verso determinati tipi di voci (ci sono numerose ricerche a riguardo, te ne lascio un paio qui e qui) il mio personalissimo pensiero è che si tenda un po’ ad omologare il concetto di bella voce, estremizzandone l’aspetto estetico.
Ti risparmio la pippa cosmica che ti ho già fatto in qualche vecchio episodio di Narratrice Nomade ma riassumo il tutto con un “se suona sexy allora va bene a prescindere, tutto ciò esce da questa riga finisce nel calderone delle caratterizzazioni e delle macchiette” che, per l’amore del cielo, è anche comprensibile da un certo punto di vista ma, da un altro, chiude e rinchiude la complessità dell’identità della persona. Perché? Perché la voce è tratto identitario, in tutte le sfumature che percorre nell’asse corpo-mente.
Secondo te se tutte le voci sono simili, se non “uguali”, allora anche i rispettivi aspetti e caratteri lo sono?
Capisci quindi che quando ho sentito una voce un pochino-pochino fuori dai canoni estetici uditivi degli ultimi anni…mi ha sorriso persino lo stomaco.
Vero è che Stranger Things è molto curato dal punto di vista della costruzione/caratterizzazione dei personaggi, e non mi sarei mai aspettata meno cura nella scelta delle voci, considerato l’impatto che la serie ha avuto a livello mondiale.
Hai apprezzato anche tu le peculiarità del timbro di Sofia?
Ti ha colpito in qualche modo?
Di nuovo, esuliamo un momento dalle caratteristiche tecniche e specifiche del suono, e concentriamoci sull’aspetto cinsestesico del contatto timbrico.
A me è arrivata come quella punta di limone nelle patatine, o il sale nei biscotti al burro Walkers la prima volta che li assaggi: inaspettata, degna di nota e gradevole.
Certo, arriva con un filo di ruvidità e forse graffia un po’ più di quanto non faccia l’aspetto -appunto- esteriore di Holly (che devo ancora capire se è Alice o Cappuccetto Rosso), ma rende molto bene quel tipo di cazzimma che hanno cucito sul suo personaggio1.
I colori che mi si attivano ascoltandola sono distanti dagli azzurri e i bianchi con cui la vestono: la vedo più acida, più verde, oso dire quasi fluo, e al tatto non è diversa da quegli impasti caserecci con cui si fanno i taralli mandorle e pepe (hai presente?Credo siano napoletani o venduti come tale).
Insomma quel ruvido che solo le superfici friabili possono avere.
Tu hai visto la quinta seria? No spoiler per favore, casomai qualcuno inciampasse di qui giusto oggi.
Le interviste ai narratory di audiolibri ripartono tra poco, ho preferito fare una pausa e godermi le più-o-meno vacanze di Natale&Co. (come vedi, se sono qui a scrivere non l’ho fatto proprio benissimo2).
Ci risentiamo prestissimo 🩷
Hai Youtube Music?
Qui la playlist con la soundtrack delle serie 1/4 (spero aggiungano anche 5 a breve!)
Sono Valentina, sul web “La Musifavolista”
Mi piace pensare di essere una vocal coach per Cantastorie.
Mi occupo di editoria audio, produco e narro audiolibri per case editrici.
Faccio tutoring e regia alle voci al leggio, sono tecnico di post-produzione di audiolibri e insegnante di lettura espressiva in Mettiamoci la Voce® Academy.
Ho ideato e conduco i Circle Reading® Laboratori di Voce e Lettura Creativa.
Sono endorser per Flare Audio e uso i loro Calmer® per convivere con l’alta sensibilità uditiva -probabilmente misofonia- e questo link è con affiliazione perciò, se fai acquisti da qui, mi offri un caffè ☕️
Ho un canale Youtube +5.9k, mi ascolti nel podcast Narratrice Nomade, legato a questa newsletter; ascolti le mia Letture Viandanti ogni giorno su Radio MLV.
di nuovo, raga lascio fuori le teorie e le analisi che non saprei fare sullo sviluppo del personaggio, sulla coerenza con le altre serie e tutte le speculazioni che ho letto sui social in questi giorni
tu mi leggerai una domenica di gennaio ma sto scrivendo nel pomeriggio di giovedì 1, dopo aver divorato la pressoché infinita ultima puntata
